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Come Conservare le Pentole Tajine

La tajine, simbolo della cucina nordafricana, è una pentola dalla forma inconfondibile: il suo coperchio conico e il corpo ampio permettono una cottura lenta e uniforme, esaltando aromi e sapori. Conservare correttamente questo utensile tradizionale è fondamentale per preservarne le proprietà di cottura, evitare la formazione di muffe e crepe, e prolungarne la durata negli anni. A differenza delle pentole in acciaio o alluminio, la tajine è spesso realizzata in terracotta smaltata o grezza, materiali che richiedono accorgimenti specifici a livello di pulizia, asciugatura e ambiente di stoccaggio. Questa guida propone un percorso completo, suddiviso in sezioni tematiche, per capire come affrontare ogni fase della conservazione della tajine, dalla preparazione prima dell’uso fino al riposo tra un utilizzo e l’altro.

Comprendere la struttura e i materiali della tajine

Prima di definire le modalità di conservazione, è importante conoscere la composizione della propria tajine. Le tajine in terracotta grezza mantengono un’eccellente capacità di assorbimento e restituzione dell’umidità, ma sono più fragili e richiedono una stagionatura iniziale. Quelle smaltate, invece, offrono una superficie più impermeabile e una pulizia più agevole, ma spesso sono meno tolleranti a sbalzi termici estremi. Alcuni produttori utilizzano impasti di argille diverse, con percentuali di ferro e silice differenti, che modificano la porosità e la resistenza meccanica. Infine, esistono varianti in metallo o in ghisa smaltata che riproducono la forma della tajine ma non ne hanno il caratteristico calore “morbido” della terracotta. Conoscere il materiale permette di adeguare temperatura, detergenti e modalità di conservazione: per una tajine grezza si privilegeranno ambienti asciutti e temperature moderate, mentre per un modello smaltato si dovrà porre attenzione ai graffi e all’umidità che potrebbe infiltrarsi in eventuali microlesioni dello smalto.

Pulizia e asciugatura preventiva

Dopo ogni utilizzo, la prima operazione consiste nel rimuovere i residui di cibo con acqua tiepida e un detergente delicato, preferibilmente privo di sostanze troppo aggressive. Nel caso di tajine grezza, è consigliabile impiegare soltanto un filo di sapone di Marsiglia o di sapone neutro, strofinando con una spugna morbida senza esercitare troppa pressione sui bordi e sulle superfici esterne. Nella tajine smaltata, invece, è possibile intervenire con spugne più resistenti purché si eviti di creare graffi che possano poi infiltrare l’umidità. Terminata la fase di lavaggio, è indispensabile sciacquare abbondantemente per eliminare ogni traccia di detergente. Subito dopo, senza indugi, si asciuga velocemente la pentola con un canovaccio in cotone pulito, prestando particolare attenzione alla giunzione tra corpo e coperchio: l’acqua residua in queste zone può provocare la formazione di muffe o macchie di calcare se lasciata stagnare.

Stagionatura e manutenzione del rivestimento

Per le tajine in argilla non smaltata, ogni nuovo acquisto richiede una stagionatura iniziale che, di fatto, costituisce una prima fase di conservazione preventiva. In pratica, dopo il lavaggio e l’asciugatura, si riempie la pentola con un filo di olio di girasole o di oliva, si strofina leggermente con un panno imbevuto e si lascia riposare alcune ore affinché il grasso penetri e sigilli i pori. Segue una cottura a fuoco moderato, aumentando gradualmente la temperatura fino a un massimo di 120 °C, per un’ora circa. Questo trattamento crea una patina protettiva interna che riduce l’assorbimento di odori e grassi nelle cotture successive. Nel corso della vita della pentola, è utile ripetere un trattamento simile ogni due o tre mesi, a seconda dell’intensità di utilizzo, utilizzando sempre oli vegetali dal gusto neutro. La manutenzione regolare del rivestimento non solo previene la formazione di macchie scure e untuose, ma contribuisce a rendere più agevole la pulizia e a preservare la naturale porosità della terracotta.

Scelta del luogo e delle condizioni di conservazione

Troppo spesso la tajine viene riposta alla rinfusa in un ripiano della cucina, magari sovraccaricato di oggetti e con un’umidità eccessiva. Invece, il luogo ideale per conservarla deve essere asciutto, ben ventilato e lontano da fonti di calore diretto (come forni o termosifoni). Una dispensa interna alla cucina, con temperatura costante e non troppo elevata, è perfetta per ospitare il corpo e il coperchio della tajine in due spazi separati, evitando che un contatto troppo prolungato tra i due possa trattenere umidità. Se lo spazio è limitato, si può sistemare un piccolo rialzo o distanziatore in legno tra il fondo della pentola e il ripiano, in modo da favorire la circolazione dell’aria. In ogni caso, è importante che la stanza non sia eccessivamente umida: l’umidità relativa ideale per la conservazione di oggetti in terracotta è inferiore al cinquanta per cento.

Protezione da urti e sbalzi di temperatura

La fragilità della terracotta impone di maneggiare con cura la tajine e di proteggerla da possibili urti. Quando non in uso, è consigliabile avvolgere il coperchio e il corpo separatamente in un panno spesso o in una busta di cotone non sintetico, che assorba eventuali escursioni di temperatura e riduca il rischio di scheggiature in caso di urto involontario. Se la pentola deve essere trasportata o conservata in luogo più angusto, conviene mettere un materiale soffice tra le due parti per evitare attriti. Inoltre, bisogna evitare di passare rapidamente da condizioni molto fredde a molto calde: un vero shock termico può spaccare la terracotta, soprattutto se umida. Per questo motivo non si dovrebbe riporre la tajine in un frigorifero o in un garage freddo, e viceversa non rimetterla in forno o sul fornello se è stata conservata a bassa temperatura senza un adeguato acclimatamento.

Conservazione a lungo termine

Se si prevede di non utilizzare la tajine per un lungo periodo, ad esempio durante i mesi estivi in cui non si preparano piatti tipici, è utile seguire una procedura più accurata. Dopo la pulizia e l’asciugatura, si lascia la pentola scoperta in un luogo asciutto e ventilato per almeno 24 ore, in modo da dissipare completamente ogni umidità residua. Successivamente, si applica uno strato molto leggero di olio vegetale all’interno e appena sotto il bordo, che agirà da barriera protettiva. Infine, si ripone la tajine dentro un sacchetto di cotone naturale con chiusura a cordoncino, facendo attenzione a non schiacciarne la forma. In questo modo si limiterà l’ingresso di polvere e insetti, mantenendo al tempo stesso la superficie asciutta e aerata.

Consigli aggiuntivi per prolungare la vita della tajine

Oltre alle buone pratiche di conservazione, alcuni accorgimenti di utilizzo possono evitare che la pentola si rovini prima del tempo. È bene non superare mai il massimo consigliato per la temperatura di cottura e non utilizzare fiamme troppo alte, perché il calore eccessivo può portare a microfratture. Non lasciare mai la tajine vuota sul fornel­lo acceso: questo può creare shock termici interni senza la protezione del cibo o di un substrato liquido. Durante le stagioni più umide, è utile fare ogni tanto “respirare” la terra cuocendo un semplice brodo insaporito: in questo modo si riattiva il rivestimento naturale e si previene l’eccessiva essiccazione della terracotta. Infine, evitare l’uso di detergenti acidi o cloro, che possono intaccare la superficie e compromettere la porosità protettiva.

Conclusioni

Conservare correttamente una pentola tajine significa rispettare la sua natura di terracotta o di ceramica smaltata, proteggendola dall’umidità, dagli urti e dagli shock termici. Un’attenzione costante alla pulizia, all’asciugatura, alla stagionatura regolare e alla scelta di un luogo di stoccaggio adatto garantirà non solo la longevità dell’utensile, ma anche la qualità delle preparazioni culinarie. Seguendo i consigli illustrati in questa guida, la vostra tajine rimarrà un alleato insostituibile in cucina, pronta a regalarvi piatti morbidi, saporiti e ricchi di tradizione per molti anni a venire.

Luigi Mosso è un appassionato esperto di fai da te e un convinto sostenitore dei diritti dei consumatori. Attraverso il suo sito web, si dedica a fornire guide dettagliate e consigli pratici per aiutare sia i neofiti che gli esperti del fai da te a perfezionare le loro abilità, e per informare i consumatori su come prendere decisioni informate e sostenibili.

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